Guida all'applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali

(La presente Guida è soggetta a integrazioni e modifiche alla luce dell’evoluzione della riflessione a livello nazionale ed europeo)

La Guida intende offrire un panorama delle principali problematiche che imprese e soggetti pubblici dovranno tenere presenti in vista della piena applicazione del regolamento, prevista il 25 maggio 2018.
Attraverso raccomandazioni specifiche vengono suggerite alcune azioni che possono essere intraprese sin d’ora perché fondate su disposizioni precise del regolamento che non lasciano spazi a interventi del legislatore nazionale (come invece avviene per altre norme del regolamento, in particolare quelle che disciplinano i trattamenti per finalità di interesse pubblico ovvero in ottemperanza a obblighi di legge).
Vengono, inoltre, segnalate alcune delle principali novità introdotte dal regolamento rispetto alle quali sono suggeriti possibili approcci.
La presente Guida è soggetta a integrazioni e modifiche alla luce dell’evoluzione della riflessione a livello nazionale ed europeo.

 

Il regolamento conferma che ogni trattamento deve trovare fondamento in un’idonea base giuridica; i fondamenti di liceità del trattamento sono indicati all’art. 6 del regolamento e coincidono, in linea di massima, con quelli previsti attualmente dal Codice privacy – d.lgs. 196/2003
    •    Per i dati “sensibili” il consenso DEVE essere “esplicito”

    •    NON deve essere necessariamente “documentato per iscritto”, né è richiesta la “forma scritta”, anche se questa è modalità idonea a configurare l’inequivocabilità del consenso e il suo essere “esplicito” (per i dati sensibili); inoltre, il titolare (art. 7.1) DEVE essere in grado di dimostrare che l’interessato ha prestato il consenso a uno specifico trattamento.

    •    Il consenso dei minori è valido a partire dai 16 anni (il limite di età può essere abbassato fino a 13 anni dalla normativa nazionale); prima di tale età occorre raccogliere il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci.

    •    DEVE essere, in tutti i casi, libero, specifico, informato e inequivocabile e NON è ammesso il consenso tacito o presunto (no a caselle pre-spuntate su un modulo).

    •    DEVE essere manifestato attraverso “dichiarazione o azione positiva inequivocabile”


Sportello anti-fake news tumori a Ancona

Attivi numero telefono sito web per arginare false informazioni
 

Uno sportello contro le fake news in materia di tumori, cui possano rivolgersi i pazienti e i loro parenti per fugare dubbi e ricevere informazioni sulla malattia e la terapia da adottare. E' stato inaugurato nel reparto di Oncologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Si tratta di una stanza presidiata di mattina da volontari dell'Avulss e dello Iom adeguatamente formati, con aggiunta di un medico il martedì pomeriggio, in grado di fornire chiarimenti e materiali informativi corretti e attendibili sulle malattie tumorali. "Sono 15 milioni - ha spiegato Rossana Berardi, direttrice della Clinica Oncologica - le persone che cercano su internet risposte ai problemi di salute. Tra questi il 26% si rivolge a Google, il 21% a YouTube e il 35% a Facebook: la questione è che otto milioni e 8 mila di loro ricevono informazioni sbagliate, vale a dire fake news". "Vogliamo combattere questa piaga - ha detto il direttore generale degli Ospedali Riuniti Michele Caporossi - E vogliamo che altri ospedali ci copino".
 
(Foto®ANSA - Redazione ANSA ANCONA 17 maggio 2018 10:06 News)

Esporsi al sole venti minuti a giorni alterni per la vitamina D

“Paradossalmente in Italia c’è una delle più alte prevalenze in Europa di carenza di vitamina D: questo perché nel nostro Paese non c’è la cultura della prevenzione e, come invece avviene persino in Scandinavia, fin da bambini non si viene spinti a stare all’aria aperta e a esporsi al sole per una corretta produzione di questa sostanza. Tanto che oggi le raccomandazioni sono di ‘cercare i raggi’ per almeno 20 minuti al giorno, a giorni alterni. Altrimenti se il consiglio fosse di esporsi tutto il giorno, nessuno lo farebbe”. A dirlo Domenico Centofanti, vicepresidente della Società italiana di medicina estetica (Sime), a Roma alla conferenza stampa di apertura del 39° congresso nazionale della società scientifica.

Il consiglio che viene più spesso dato quando si parla di esposizione al sole è quello di proteggersi con adeguati filtri, ma i medici iniziano a chiedersi se l’uso di creme solari possa arrivare a impedire la produzione di vitamina D. “Al congresso – fa sapere – presenteremo i pochi studi presenti in letteratura sul tema. Tutti sono giunti alla conclusione che non è possibile fare un’indagine attendibile su questo tema perché le persone non applicano mai correttamente i prodotti: si dovrebbero spalmare 2 mg di fluido per centimetro quadrato, mentre invece in media se ne utilizza un quarto. Noi ci occuperemo di studiare questo fenomeno”.

Il consiglio rimane quello dei 20-30 minuti di esposizione al sole a giorni alterni, “tenendo sempre in considerazione che la pelle delle mani o del viso contribuisce molto poco alla produzione di vitamina D, mentre invece quella del tronco è più ‘efficiente’. E occorre sempre ricordare che la vitamina D andrebbe dosata regolarmente per captare subito possibili carenze, perché farlo quando la massa ossea è già in calo, oltre i 35 anni, è qualcosa di molto meno efficace”.

(Fonte: Adnkronos)

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